The Irreverent
Per un arte che non chieda il permesso di essere arte.
The Odyssey
Il mito che diventa meccanica e perde il tragico. Ogni adattamento di un mito è inevitabilmente una sua interpretazione. Il problema non è, dunque, quanto Nolan si allontani da Omero, ma ciò che sceglie di conservare e ciò che decide di sacrificare. Christopher Nolan...
The Odyssey
Il mito che diventa meccanica e perde il tragico. Ogni adattamento di un mito è inevitabilmente una sua interpretazione. Il problema non è, dunque, quanto Nolan si allontani da Omero, ma ciò che sceglie di conservare e ciò che decide di sacrificare. Christopher Nolan...
Il mito che diventa meccanica e perde il tragico.
★★☆☆☆
The Batman
Ambienti urbani claustrofobici, spazi di un mondo ingannevole, luoghi di una detective story che sprofonda nell'oscurità del noir classico. Atmosfere cupe, irreali e allucinate, vicoli lucenti inondati dalla pioggia, architetture disegnate dalle ombre, nere silhouette...
Dexter: New Blood
La mano sinistra di Dio ritorna sullo schermo per un reboot conclusivo che lascia in bocca il sapore del sangue. Dexter Morgan torna sullo schermo, a distanza di otto anni dal termine della serie (Dexter 2006-2013) che l’ha visto protagonista per otto stagioni in...
The Wheel of Time
Patetico tentativo di adattamento seriale che si traduce in uno spettacolo da baraccone degno del Fondo delle Pulci. The Wheel of Time, il tanto atteso adattamento dell’opera fantasy scaturita dalla mano di Robert Jordan, prodotta dagli Amazon Studios, è uno...
Speciale
Una critica approfondita su particolari pellicole che hanno lasciato il segno.
Cowboy Bebop
Contaminazione e improvvisazione suonano la retorica di un nuovo genere a colpi di jazz. Era il 1941 quando, al Minston’s Play House di New York, giovani musicisti dotati di una rivoluzionaria sensibilità musicale si sfidavano in sessioni libere di jazz, dando vita ad...
Cowboy Bebop
Contaminazione e improvvisazione suonano la retorica di un nuovo genere a colpi di jazz. Era il 1941 quando, al Minston’s Play House di New York, giovani musicisti dotati di una rivoluzionaria sensibilità musicale si sfidavano in sessioni libere di jazz, dando vita ad un genere interamente nuovo: il bebop. Stanchi del jazz consolidato e delle restrizioni negli arrangiamenti, bramavano di suonare affidandosi alla completa improvvisazione solistica e allo spirito del blues. Centotrent’anni dopo, nel 2071, un gruppo di cacciatori di taglie male assortiti suona liberamente le proprie sessioni...
Retro
Uno sguardo retrospettivo sulla cinematografia del lontano e vicino passato.
Up in the Air
Quando il dramma si traveste da commedia. Trecentoventidue giorni all’anno trascorsi in volo, un piccolo trolley come unico amico e come obiettivo di vita essere il settimo uomo al mondo ad infrangere la barriera delle dieci milioni di miglia aeree percorse. Il tagliatore di teste Ryan Bingham (George Clooney) è il protagonista di Up in the air (Tra le nuvole), comedy-drama firmato Jason Reitman, già autore di quello splendido Juno, vincitore del festival di Roma (2008). Ryan è un uomo solo, senza amici, incapace di stringere relazioni affettive con le persone...
Up in the Air
Quando il dramma si traveste da commedia. Trecentoventidue giorni all’anno trascorsi in volo, un piccolo trolley come unico amico e come obiettivo di vita essere il settimo uomo al mondo ad infrangere la barriera delle dieci milioni di miglia aeree percorse. Il...
Quando il dramma si traveste da commedia
Up in the Air
Quando il dramma si traveste da commedia. Trecentoventidue giorni all’anno trascorsi in volo, un piccolo trolley come unico amico e come obiettivo di vita essere il settimo uomo al mondo ad infrangere la barriera delle dieci milioni di miglia aeree percorse. Il tagliatore di teste Ryan Bingham (George Clooney) è il protagonista di Up in the air (Tra le nuvole), comedy-drama firmato Jason Reitman, già autore di quello splendido Juno, vincitore del festival di Roma (2008). Ryan è un uomo solo, senza amici, incapace di stringere relazioni affettive con le persone che, in un’America provata dalla crisi economica, viaggia da uno stato all’altro per licenziare impiegati, adempiendo al proprio...
Dogman
Un crudo spaccato dei sobborghi romani che cerca di colpire duro, ma non convince. Un crudo spaccato dei sobborghi romani che cerca di colpire duro,...
Il figlio più piccolo
Omaggio ad un cinema che non esiste più. Dopo quarant’anni di carriera Pupi Avati rende omaggio alla commedia all’italiana degli anni ’60,...
The men who stare at goats
La guerra è finita, ma ora più che mai abbiamo bisogno di Jedi. Comicità demenziale e grottesca per The men who stare at goats (L'uomo che fissa le...
Manifesto
Nessuna formula. Nessuna risposta definitiva. Solo storie da interrogare.
Irreverent nasce dal cinema, ma non si esaurisce nel cinema.
In un web dove ogni nuova uscita diventa immediatamente notizia, dibattito, classifica o occasione di consumo, questo spazio sceglie un ritmo diverso: fermarsi, osservare, lasciare sedimentare. Non inseguire l’ultima novità, l’anteprima esclusiva o la reazione più veloce, ma aspettare che un’opera trovi il momento giusto per essere incontrata.
Irreverent non vuole essere un semplice blog di recensioni cinematografiche. È un quaderno indipendente di critica culturale, uno spazio dove cinema, letteratura e immaginario contemporaneo si incontrano per interrogare le storie che raccontiamo, i miti che ereditiamo e le idee attraverso cui interpretiamo il mondo.
Qui il cinema e le serie televisive rappresentano spesso il punto di partenza, ma non necessariamente il punto di arrivo. Un film può diventare occasione per parlare di memoria, tecnologia, identità, società, estetica o del modo in cui la nostra epoca costruisce e trasforma i propri simboli.
A volte il viaggio comincia da una conversazione, da un suggerimento, da un dibattito nato quasi per caso. Come quelli aperti da Salvatore, senza il quale queste pagine probabilmente non esisterebbero, che ancora oggi riesce a trasformare un film o una serie in un’occasione per interrogarsi.
Se cercate un luogo dove trovare aggiornamenti incessanti, indiscrezioni, curiosità prive di conseguenze o il rumore quotidiano che circonda l’arte, probabilmente questo non è il posto giusto.
Se cercate un giudizio rapido, una sentenza definitiva o una risposta immediata alla domanda “vale la pena guardarlo?”, forse troverete poco di vostro interesse.
Irreverent nasce da un’idea diversa: che un’opera non sia un prodotto da consumare, ma qualcosa con cui entrare in relazione.
Le pagine di questo sito attraversano nuove uscite e opere dimenticate, grandi produzioni e lavori meno conosciuti, cinema e serie televisive, letteratura e altri territori dell’immaginazione, con l’obiettivo di proporre letture possibili — mai definitive — dei significati che un’opera porta con sé.
Perché la critica non dovrebbe limitarsi a stabilire se qualcosa è bello o brutto, riuscito o fallito. Dovrebbe cercare di comprendere cosa un’opera racconta, quali domande pone, quali visioni del mondo custodisce e ciò che continua a sfuggire a ogni spiegazione.
Irreverent difende la complessità delle opere, la loro ambiguità, il loro diritto a non essere completamente addomesticate.
Per un’arte che non chieda il permesso di essere arte.
Nella critica di un’opera non esiste una sola interpretazione.

HAL
Critico – Scrittore
Studia cinema nei primi anni Duemila sotto la guida del professor Gianni Canova. Dopo la laurea abbandona quella strada con una fretta che, col senno di poi, gli appare sospetta. Si dedica prima alla produzione video, collaborando come recensore per una rivista d’oltralpe, poi approda al digital design, fino a lavorare come UX/UI designer in una città delle Midlands inglesi.
Dopo il conseguimento di un diploma in scrittura creativa all’Università di Oxford, decide di indossare il cappotto di Gogol’. Nelle sue tasche trovano posto prosa e poesia, insieme alla fantascienza dell’Europa orientale, da Stanisław Lem ai fratelli Strugackij.
Il cinema, però, non smette mai di chiamarlo. In particolare quello d’animazione giapponese, passione ostinata e mai sopita. Così, al gong della quarantaduesima ripresa, scopre di avere ancora qualcosa da dire. E, soprattutto, di saperle ancora suonare.


