Chi sono

Manifesto

Nessuna formula. Nessuna risposta definitiva. Solo storie da interrogare.

Irreverent nasce dal cinema, ma non si esaurisce nel cinema.

In un web dove ogni nuova uscita diventa immediatamente notizia, dibattito, classifica o occasione di consumo, questo spazio sceglie un ritmo diverso: fermarsi, osservare, lasciare sedimentare. Non inseguire l’ultima novità, l’anteprima esclusiva o la reazione più veloce, ma aspettare che un’opera trovi il momento giusto per essere incontrata.

Irreverent non vuole essere un semplice blog di recensioni cinematografiche. È un quaderno indipendente di critica culturale, uno spazio dove cinema, letteratura e immaginario contemporaneo si incontrano per interrogare le storie che raccontiamo, i miti che ereditiamo e le idee attraverso cui interpretiamo il mondo.

Qui il cinema e le serie televisive rappresentano spesso il punto di partenza, ma non necessariamente il punto di arrivo. Un film può diventare occasione per parlare di memoria, tecnologia, identità, società, estetica o del modo in cui la nostra epoca costruisce e trasforma i propri simboli.

A volte il viaggio comincia da una conversazione, da un suggerimento, da un dibattito nato quasi per caso. Come quelli aperti da Salvatore, senza il quale queste pagine probabilmente non esisterebbero, che ancora oggi riesce a trasformare un film o una serie in un’occasione per interrogarsi.

Se cercate un luogo dove trovare aggiornamenti incessanti, indiscrezioni, curiosità prive di conseguenze o il rumore quotidiano che circonda l’arte, probabilmente questo non è il posto giusto.

Se cercate un giudizio rapido, una sentenza definitiva o una risposta immediata alla domanda “vale la pena guardarlo?”, forse troverete poco di vostro interesse.

Irreverent nasce da un’idea diversa: che un’opera non sia un prodotto da consumare, ma qualcosa con cui entrare in relazione.

Le pagine di questo sito attraversano nuove uscite e opere dimenticate, grandi produzioni e lavori meno conosciuti, cinema e serie televisive, letteratura e altri territori dell’immaginazione, con l’obiettivo di proporre letture possibili – mai definitive – dei significati che un’opera porta con sé.

Perché la critica non dovrebbe limitarsi a stabilire se qualcosa è bello o brutto, riuscito o fallito. Dovrebbe cercare di comprendere cosa un’opera racconta, quali domande pone, quali visioni del mondo custodisce e ciò che continua a sfuggire a ogni spiegazione.

Irreverent difende la complessità delle opere, la loro ambiguità, il loro diritto a non essere completamente addomesticate.

Per un’arte che non chieda il permesso di essere arte.

Nella critica di un’opera non esiste una sola interpretazione.

HAL

HAL

Critico – Scrittore

Studia cinema nei primi anni Duemila sotto la guida del professor Gianni Canova. Dopo la laurea abbandona quella strada con una fretta che, col senno di poi, gli appare sospetta. Si dedica prima alla produzione video, collaborando come recensore per una rivista d’oltralpe, poi approda al digital design, fino a lavorare come UX/UI designer in una città delle Midlands inglesi.

Dopo il conseguimento di un diploma in scrittura creativa all’Università di Oxford, decide di indossare il cappotto di Gogol’. Nelle sue tasche trovano posto prosa e poesia, insieme alla fantascienza dell’Europa orientale, da Stanisław Lem ai fratelli Strugatsky.

Il cinema, però, non smette mai di chiamarlo. In particolare quello d’animazione giapponese, passione ostinata e mai sopita. Così, al gong della quarantaduesima ripresa, scopre di avere ancora qualcosa da dire. E, soprattutto, di saperle ancora suonare.