{"id":577,"date":"2021-03-10T10:23:26","date_gmt":"2021-03-10T10:23:26","guid":{"rendered":"https:\/\/irreverent.info\/?p=577"},"modified":"2021-04-09T11:45:07","modified_gmt":"2021-04-09T10:45:07","slug":"alice-in-wonderland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irreverent.info\/index.php\/2021\/03\/10\/alice-in-wonderland\/","title":{"rendered":"Alice in Wonderland"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Post&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.1&#8243; header_4_font=&#8221;Georgia|700|||||||&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.3em&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<blockquote><h2>C&#8217;\u00e8 Alice, ma non le meraviglie.<\/h2>\n<\/blockquote>\n<p>Ambientazione goticheggiante e visionaria, atmosfera vittoriana, narrazione piatta e banale, personaggi ordinari e conformisti: sono questi gli elementi che colpiscono e al tempo stesso deludono dell\u2019ultima fatica di Tim Burton. Dopo aver visto questo <em>Alice in Wonderland<\/em>, verrebbe proprio da dire che non tutte le ciambelle escono col buco, nemmeno ai migliori chef.<\/p>\n<p>Sembra che questa volta il genio immaginifico di Burton si sia smarrito, come la stessa Alice, nel Paese delle Meraviglie, schiacciato da un lato dalla politica Disneyana, che normalizza l\u2019universo parallelo di Alice, trasformandolo in una narrazione standard facile da vendere, dall\u2019altro sconfitto nell\u2019incontro-scontro con una genialit\u00e0, quella di Carroll, altrettanto bizzarra e fascinosa quanto la sua.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 l\u2019adattamento cinematografico dei racconti <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Le_avventure_di_Alice_nel_Paese_delle_Meraviglie\"><em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em><\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Attraverso_lo_specchio_e_quel_che_Alice_vi_trov\u00f2\"><em>Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trov\u00f2<\/em><\/a> di Lewis Carroll.\u00a0 La vicenda racconta di Alice (Mia Wasikowska) che, ormai diciannovenne, non ricorda pi\u00f9 nulla del suo incredibile viaggio nel Paese delle Meraviglie. Invitata a una festa, scopre che \u00e8 stato combinato un matrimonio tra lei e un giovane nobile, Hamish Ascot. Durante il ricevimento intravede il Bianconiglio e lo insegue nella foresta, quando, a un tratto, precipita nella sua tana. Inizia cos\u00ec una nuova avventura in cui Alice, protagonista di una battaglia per liberare il Mondo Sotterraneo dalla tirannia della Regina Rossa, incontrer\u00e0 nuovi e vecchi personaggi: il Brucaliffo, lo Stregatto, la Regina Bianca (un\u2019impalpabile Anne Hathaway), il Fante di Cuori (Crispin Glover), la Regina Rossa (straordinaria quanto \u201cdeformata\u201d Helena Bonam Carter) e naturalmente il Cappellaio Matto, impersonato da un eccentrico Johnny Depp.<\/p>\n<p>Dopo un inizio di belle speranze, che vede la quasi ventenne Alice incarnare l\u2019ideale della ribelle sognatrice, il film precipita insieme con lei nella tana del Bianconiglio. A causa degli adattamenti allo script, ad opera di Linda Woolverton (<em>Il Re leone<\/em> e <em>La Bella e la Bestia<\/em>), tutto si riduce all\u2019ormai nota lotta tra Bene e Male, sublimata nello scontro tra la Regina Bianca e la Regina Rossa.<\/p>\n<p>Scompaiono i favolosi giochi (come il crocket e gli scacchi), di cui rimane solo qualche reminiscenza, ma soprattutto scompaiono quasi totalmente il <em>non sense<\/em>, i giochi di parole e le invenzioni linguistiche, nucleo fondamentale dell\u2019opera di Carroll, con cui lo scrittore-matematico si prefiggeva l\u2019obiettivo di mettere in discussione la realt\u00e0. La stessa Alice non \u00e8 la ragazzina caotica, imprevedibile e rivoluzionaria che si perde per poi ritrovarsi, al contrario \u00e8 una giovane donna il cui destino nel mondo Sotterraneo corre lungo i binari di una profezia che, guarda caso, al termine della storia si compir\u00e0 con tanto di lieto fine.<\/p>\n<p>Come in tutti i suoi film, Burton cerca di inscenare il rifiuto all\u2019omologazione sociale, rivendicando la propria singolarit\u00e0, cos\u00ec come Carroll cercava di mettere in crisi l\u2019ordine e la moralit\u00e0 della societ\u00e0 vittoriana, ma questo tentativo, se pur lodevole, gli costa caro, perch\u00e9 non \u00e8 supportato da un impianto narrativo in grado di dare il giusto peso ai personaggi e alle situazioni che dovrebbero farsi portatori di tale intento.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la storia procede attraverso momenti non incisivi che fanno continuamente sperare all\u2019imprevedibile colpo di scena che non arriva mai, per giungere infine a un epilogo dichiaratamente scontato, che si risolve in una banalit\u00e0 impressionante. La recitazione della Wasikowska \u00e8 impostata e convenzionale, priva di quella malizia innocente e adolescenziale che caratterizza il personaggio di Carroll.<\/p>\n<p>Anne Hataway \u00e8 assolutamente inconsistente nel portare in scena una Regina Bianca resa ancor pi\u00f9 impalpabile da una sceneggiatura superficiale, che non le concede lo spazio per svelare quella punta di oscurit\u00e0, solo evocata dal trucco, che si nasconde dietro al suo aspetto dolce e luminoso.\u00a0 A evitare che la ciambella, pur senza buco, si bruci irreparabilmente, interviene per\u00f2 lo stesso Burton, con sprazzi fantasmagorici di regia, espressione di quella logica estetica tutta personale, che trova qui la sua pi\u00f9 alta manifestazione nell\u2019architettura cupa e visionaria dell\u2019ambientazione, delle scenografie e dei costumi.<\/p>\n<p>Contribuiscono a salvare la pellicola una formidabile Helena Bonham Carter, che rende la sua Regina Rossa il personaggio meglio caratterizzato, capace di regalare sorprendenti siparietti in perfetto stile &#8211; quello vero e autentico &#8211; burtoniano, e un multicolore Johnny Depp, che fa del Cappellaio Matto il secondo protagonista della storia, anche se troppo iconico, forzato dentro una figura clownesca standardizzata, che gli impedisce di essere se stesso.\u00a0 La pellicola regala qualche momento degno di nota, qua e l\u00e0, ma purtroppo nulla a che vedere con l\u2019immaginario dello scrittore e del regista.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rimane al termine della visione \u00e8 la consapevolezza che questa Alice sembra farsi portatrice di un nuovo e altro messaggio, oltre ai tanti nascosti e ben pi\u00f9 di peso: ogni genio creativo diventa artista ed esprime il meglio di s\u00e9 quando pu\u00f2 trasformare in realt\u00e0 i propri sogni, le proprie visioni, il proprio senso del meraviglioso e dell\u2019immaginifico, senza piegarsi alla volont\u00e0 di nessuno. Solo cos\u00ec sar\u00e0 in grado di creare \u201cMeraviglie\u201d.<\/p>\n<p><\/p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;3.22&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;3.25&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text admin_label=&#8221;Post&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.1&#8243; header_4_font=&#8221;Georgia|700|||||||&#8221; header_4_line_height=&#8221;1.3em&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;] C&#8217;\u00e8 Alice, ma non le meraviglie. 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